Bird Strike

E-Mail ProtflyPer provvedere alla sicurezza degli aeroporti italiani in termine di bird strike (impatto con volatile) pronta e' stata la mobilitazione di Enti preposti al volo e di societa' di gestione aeroportuale con la conseguenza che gli sforzi, oggi come oggi, si sono indirizzati principalmente verso due diverse direzioni: lo studio del problema e la repressione del fenomeno. Sul piano dello studio del problema, si interessa la BSCI "Bird Strike Committee Italy", svolgendo un'importante attivita' di ricerca, arrivando a compilare per ciascun aeroporto un'apposita scheda con relativi suggerimenti in proposito, mentre, in campo internazionale, ha svolto attivita' di studio e scambi di esperienze con il Bird Strike Europeo.
Il Decreto del Ministero dei Trasporti ha sostituito l'IBSC con la "Bird Strike Committee Italy" (BSCI), un'apposita commissione che dipende direttamente dal direttore generale di E.N.A.C. (Ente Nazionale Aviazione Civile) ed i cui compiti sono fissati dall'art.3 del decreto: "Studiare ed aggiornare le procedure di allontanamento dei volatili dagli aeroporti in relazione alle realta' ornitologiche locali; definire la standardizzazione dell'ambiente ecologico aeroportuale (tipo delle colture, falciatura dell'erba,etc.) e verificare l'applicazione; analizzare e definire le soluzioni tecnico-organizzative piu' idonee da adottarsi nelle singole realta' aeroportuali per prevenire e controllare la presenza dei volatili; fornire il supporto metodologico piu' idoneo per interventi di formazione e addestramento del personale, a qualunque titolo interessato nelle attivita' di prevenzione e controllo della presenza dei volatili negli aeroporti".
La commissione, inoltre, ha il compito di "definire le rispettive aree di responsabilita' e di intervento di tutti gli operatori aeroportuali che concorrono alla gestione delle attivita' aeroportuali, in riferimento alla prevenzione ed al controllo della presenza di volatili negli aeroporti; predisporre eventuali convenzioni tra l'Amministrazione dell'Aviazione Civile e le Societa' di Gestione Aeroportuali in materia di prevenzioni e controllo della presenza di volatili negli aeroporti; mantenere contatti e promuovere scambi di conoscenze con istituti specializzati nel settore, nonche' con le analoghe organizzazioni estere, anche attraveso la partecipazione e l'organizzazione di seminari e convegni internazionali; curare la statistica degli impatti di aeromobili con volatili".
A quanto pare, pero', le previsioni di legge, le suddivisioni a tavolino dei compiti, l'investitura di competenze specifiche, le affermazioni di principio, sul piano pratico, non producono automaticamente effetti. Anzi. Sempre sul piano teorico, infatti, sono state individuate le fasi che dovrebbero comporre una procedura standard per l'allontanamento dei volatili dalle aree di manovra: avvistamento, comunicazione, accertamento e ispezione, attuazione delle azioni di allontanamento, attuazioni di provvedimenti autoritari, verifica di agibilita', provvedimenti conseguenti. Per la verita', sempre sul piano pratico, i sistemi attuati quali l'impiego di spaventapasseri, spari a salve, radar meteo in dotazione sul muso dell'aereo, suoni nelle frequenze di alto disturbo per l'udito dei volatili o grida di Rapaci, l'uso di appositi veicoli dotati di: sirene, clacson, lampeggianti, fari, ecc., si sono rilevati del tutto inadeguati.
Una proposta interessante per individuare gli stormi di volatili prima che si avvicinino agli aeroporti e' di Alenia. La realizzazione di un radar, dotato di appositi filtri e di speciali microprocessori, permettera' di far apparire su di uno schermo il segnale di stormi di volatili, allertando gli operatori sulla presenza e la consistenza dei volatili. 
Ma, ci si chiede: Con che ulteriore soluzione la pratica finale? Individuare gli stormi, infatti, non vuole significare per questo tenerli lontani dalle aree aeroportuali.
Molto piu' semplicemente la soluzione del problema potrebbe essere ricercata in un rimedio assolutamente naturale e gia' sperimentato in diversi paesi Internazionali.
L'uso dei falconi appositamente addestrati, per effettuare tali servizi. 
Consiste nel lasciare libero il falcone alla presenza di volatili in pista, il falcone si lancera' all'inseguimento degli'intrusi cercando di catturarli, creando scompiglio ed un fuggi fuggi a destra e a sinistra dei volatili, il falconiere al momento opportuno richiamera' il falcone, con strumenti preposti, dandogli la ricompensa adeguata. Questo sistema si avvale di un numero di falconi (provvenienti da allevamenti riconosciuti e inanellati da organi preposti) a secondo della necessita', vengono usati in particolar modo; Pellegrini, Sacri, Lanari e vari tipi di ibridi. L'intervento di ogni falcone puo' essere ripetuto piu' volte, valutandone il grado di addestramento.
L'uso costante dei falconi all'interno del sedime aeroportuale, e facendoli volare giornalmente,oltre all'immediato servizio di allontanamento in presenza di volatili, si crea una reale del falcone a tal punto da' tenere lontano i volatili che vorrebbero stanziare.
Quest'ultima operazione, richiede un tempo piu' lungo e con la costante presenza giornaliera di falconi e falconiere, facendoli volare in varie zone all'interno del sedime aeroportuale, anche se, non ci sono presenze di volatili.
Alcuni aeroporti non necessitano di presenze costanti dei falconi, essi, si avvalgono in periodi con maggiore presenza di volatili, (in particolare nel periodo di passo).
La protezione al volo a mezzo falchi, denominata ultimamente
"Protfly", consiste nell‘utilizzo di rapaci appositamente addestrati per allontanare l‘avifauna presente sul sedime aeroportuale. 
Costituendo, cosi', un‘insidia costante alla sicurezza dei voli. 
Seppure, non di recente introduzione, questo metodo non trova ancora piena diffusione, probabilmente a causa della reticenza che può generare l‘apparente sua non tecnicità ed empiricità; eppure attualmente non esiste alcun altro metodo efficace che possa dare garanzia di risultato. 
Del resto, l‘empiricità del metodo è del tutto apparente, tant‘è che la pratica della falconeria applicata alla salvaguardia degli aeroporti, richiede una preparazione tecnica notevole dei falchi, e in parte l‘ausilio di apparecchiature elettroniche all‘avanguardia. 
Nulla è lasciato al caso, e la variabile dovuta alla volontà dei rapaci impiegati è sopperita dagli ausili tecnologici, dall‘esperienza del falconiere e da un severo e continuo addestramento dei singoli soggetti, adattato alle attitudini individuali. 
Se il lavoro è impostato correttamente e con criterio, i risultati sono certi. 
E‘ chiaro che, essendo l‘avifauna costituita a sua volta da animali dotati di volontà e che, talvolta si dimostrano molto caparbi, il risultato non potrà mai essere totale, e dovrà essere inteso in termini di percentuale di successi ma, questo vale per qualsiasi altro metodo attualmente disponibile. 
Nell‘attesa che la tecnologia metta a disposizione un sistema infallibile, la protezione al volo a mezzo falchi "Protfly", rimane il metodo che garantisce la più alta percentuale di successi, ammesso che sia applicato con continuità. 
Gli animali hanno la tendenza ad abituarsi a tutto, sia alla presenza del falco sia alla sua assenza.
E‘ sufficiente quindi un periodo relativamente breve di interruzione del servizio affinché l‘avifauna torni a stazionare sul sedime aeroportuale. 
Si resta perplessi sull'uso di una tecnica antica e nobile come la falconeria, per salvaguardare tecnologie avanzate. 
Ma, visto che il nemico e' l'avifauna, non possiamo adottare sistemi all'avanguardia, i volatili si adattano a qualsiasi sistema che non sia impresso geneticamente, altri sistemi possono creare panico ma, una volta capita l'antifona si riposizionano nuovamente nel luogo precedente a loro gradito. 
Cosa che non potra' mai adattarsi ad un pericolo impresso geneticamente come puo' essere la figura del falcone, in particolar modo quelli che sin dai tempi vengono usati per la caccia, (trovandosi all'apice della catena dell'avifauna) incutendo terrore alla vista di tali rapaci, spesso, il volatile che si trova al suolo, si immobilizza per non farsi scorgere dal falcone, e coloro che sono in volo, si allontanano a debita distanza.

Altri sistemi, meccanici ed elettronici, furono usati ed in alcuni aeroporti ancora in uso sistemi ad ultrasuoni, che risultano di scarsa utilita', in quanto i volatili si abituano a questi movimenti meccanici, riconoscendo il non pericolo per loro.
E stato scritto un libro sulla manualita' e i sistemi che vengono usati per allontanare i volatili dal sedime aeroportuale, da un falconiere Inglese che vanta l'esperienza di 25 anni in aeroporti inglesi.Sperimentando diversi sistemi, anche l'uso del cane da caccia e risultato idoneo, (in particolare il Pointer).
Per il momento vi ho descritto una piccolissima parte dell'uso dei falconi negli aeroporti, sperando che questo sistema venga riconosciuto come unico mezzo valido per l'allontanamento dal sedime aeroportuale dell'avifauna e che potrebbe dare lavoro a molte persone, sia in campo veterinario e sia di falconieri specializzati per questo lavoro, senza poi contare le strutture per la riproduzione in cattivita' dei falconi, e tutta una serie di catene che si legano con gli allevamenti in cattivita'.
Penso che per il momento sia solo un sogno, ma alcuni sogni a volte si realizzano "speriamo"! 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Gianni di Lenardo
Titolare "Protfly"